Quella di ieri è stata l’ennesima giornata drammatica per il
Partito Democratico.. il dramma si consuma non nella sconfitta ma per quello
che rappresenta.
La candidatura di Prodi doveva essere quella risolutiva, quella che avrebbe dovuto riunire il Partito, il suo fondatore, l’unico ad aver battuto Berlusconi, l’unico a non averci mai fatto inciuci nonostante fosse appeso a 2 voti di maggioranza al senato, l’uomo della lungimiranza politica che non governava coi daily polls, l’uomo dell’euro, strenuo europeista, già Presidente della Commissione Europea, rappresentante del Segretario generale delle Nazioni Unite per la questione dell’Africa subsahariana, mai condannato o prescritto nonostante i tentativi di Berlusconi di affossarlo con quelle che poi si sono rivelate essere le false testimonianze di Igor Marini, con il pagamento in milioni di euro sonanti dei senatori nel 2008. e allora? La domanda non è perché non è stato eletto subito, si sapeva che non c’erano i numeri. La domanda è perché così tanti hanno deciso di non votarlo!!?!!
Si dice e sottolineo si dice (e su qualche ricostruzione potrei non essere d’accordo) che i sostenitori di Marini e dell’accordo col PDL abbiano affossato Prodi risentiti e qualcuno di loro magari ha votato D’Alema per far ricadere la colpa sui “d’alemiani” che si dice e sottolineo si dice abbiano votato Rodotà per non farsi scoprire e tentare di dare la colpa a SEL che invece aveva segnato i voti scrivendo “R. Prodi”. Non so com'è andata veramente nel segreto dell’urna.
La candidatura di Prodi doveva essere quella risolutiva, quella che avrebbe dovuto riunire il Partito, il suo fondatore, l’unico ad aver battuto Berlusconi, l’unico a non averci mai fatto inciuci nonostante fosse appeso a 2 voti di maggioranza al senato, l’uomo della lungimiranza politica che non governava coi daily polls, l’uomo dell’euro, strenuo europeista, già Presidente della Commissione Europea, rappresentante del Segretario generale delle Nazioni Unite per la questione dell’Africa subsahariana, mai condannato o prescritto nonostante i tentativi di Berlusconi di affossarlo con quelle che poi si sono rivelate essere le false testimonianze di Igor Marini, con il pagamento in milioni di euro sonanti dei senatori nel 2008. e allora? La domanda non è perché non è stato eletto subito, si sapeva che non c’erano i numeri. La domanda è perché così tanti hanno deciso di non votarlo!!?!!
Si dice e sottolineo si dice (e su qualche ricostruzione potrei non essere d’accordo) che i sostenitori di Marini e dell’accordo col PDL abbiano affossato Prodi risentiti e qualcuno di loro magari ha votato D’Alema per far ricadere la colpa sui “d’alemiani” che si dice e sottolineo si dice abbiano votato Rodotà per non farsi scoprire e tentare di dare la colpa a SEL che invece aveva segnato i voti scrivendo “R. Prodi”. Non so com'è andata veramente nel segreto dell’urna.
Ora, a questo punto la domanda diventa un’altra ancora: ma
stiamo scherzando?
si sa che l’elezione del Presidente della Repubblica è sempre stata un passaggio delicatissimo in cui i giochi interni hanno da sempre creato sorprese ma questi non sono più i tempi della prima repubblica.. questi sono altri tempi.. qualcuno nel palazzo non ha capito che tutto sta diventando di vetro e questo ha i suoi grandissimi lati positivi ma anche qualche lato negativo. Se prima infatti questi giochetti restavano interni magari alla Democrazia Cristiana e non ne alteravano il suo ruolo nel paese e fra la gente, oggi la gente ti brucia (sbagliando a mio avviso) la tessera dopo 10 secondi avendo letto un link su facebook o twitter.
si sa che l’elezione del Presidente della Repubblica è sempre stata un passaggio delicatissimo in cui i giochi interni hanno da sempre creato sorprese ma questi non sono più i tempi della prima repubblica.. questi sono altri tempi.. qualcuno nel palazzo non ha capito che tutto sta diventando di vetro e questo ha i suoi grandissimi lati positivi ma anche qualche lato negativo. Se prima infatti questi giochetti restavano interni magari alla Democrazia Cristiana e non ne alteravano il suo ruolo nel paese e fra la gente, oggi la gente ti brucia (sbagliando a mio avviso) la tessera dopo 10 secondi avendo letto un link su facebook o twitter.
Qualcuno non ha capito che la politica deve cambiare insieme
al mondo perché per governare la società bisogna modellarsi senza diventarne lo
specchio ma con un sistema di coordinate che si spostano per consentire al
punto di osservazione e manovra di non restare spiazzato dal mutamento degli
assi. L’ho detta matematichese ma sembra chiaro.
Rifuggire quindi il meccanismo della democrazia diretta è
importantissimo per non essere plasmati magari da pochi attivi (alle quirinarie
hanno votato meno di 50000 persone – qualcuno li ha definiti un villaggio più
che un popolo, l’1,6% del popolo delle primarie) ma ascoltare e saper
interpretare ciò che si ascolta è fondamentale!
Bersani e Bindi hanno rassegnato le loro dimissioni (giusto
per il primo renderle operative solo un minuto dopo l’elezione del nuovo
presidente). Nutro profondo rispetto per questa decisione che credo sia il
naturale sbocco di una serie di fallimenti. Dire questo non è camminare sulle
macerie ma con assoluta umiltà e rispetto ribadire quella che dovrebbe essere
una prassi in queste situazioni (così è altrove).
Il problema resta però, perché come ebbi modo di dire e
ripetere ai tempi delle primarie il problema non è mai stato Bersani che è
persona per bene e rispettabile ma la classe dirigente che gli sta intorno, le
rendite di posizione e i giochi di potere interni che si sono manifestati
(magari in forme diverse da quelle riportate sopra nel si dice).
Questo partito è l’unico non personale, l’unico che dovrebbe
non legare la sua esistenza al leader e su questa grande forza e maturità
qualcuno ha giocato perché impallinare il leader di turno ha sempre mantenuto
partito e assetto. Per questo per sopravvivere oggi non basta cambiare il
leader ma restaurare tutto!
Per questo partito la gente si alza al mattino presto per andare a volantinare sotto la pioggia, fa le riunioni fino a notte anche solo per parlarsi e confrontarsi, in questo progetto c’è l’unica vera via del centrosinistra italiano (e lo stesso Vendola lo riconosceva qualche giorno fa esternando la necessità del "rimescolamento").
Per questo partito la gente si alza al mattino presto per andare a volantinare sotto la pioggia, fa le riunioni fino a notte anche solo per parlarsi e confrontarsi, in questo progetto c’è l’unica vera via del centrosinistra italiano (e lo stesso Vendola lo riconosceva qualche giorno fa esternando la necessità del "rimescolamento").
Per questo continuo a pensare che bruciare la tessera sia la
cosa sbagliata… io il PD lo occupo con contenuti, forme e modalità nuove.. lo
rilancio.
A breve avremo il congresso in cui si dovrà far emergere un’idea
completamente rinnovata di partito e soprattutto una nuova classe dirigente.
Le dimissioni di Bersani non devono trasformarsi nell’ennesimo
specchietto per le allodole, il cambiare tutto per non cambiare niente, il
gattopardismo tafazziano che ha contraddistinto il centrosinistra italiano da
sempre!
In questi giorni i Giovani Democratici a Torino si sono
uniti per dare una sveglia al partito, lo hanno fatto senza pensare a quale sia
il leader preferito del proprio vicino di banco, a quale sia la sua corrente;
lo stesso congresso si è svolto senza ragionamenti di questo tipo ma solo sulla
base di un’idea congressuale e delle persone che la portavano avanti. Certo
resta vivo il confronto magari anche acceso in alcuni casi ma non per rendite
di posizione e sempre per la convinzione delle idee che si portano avanti.
Da questi giovani appassionati di politica si deve ripartire.
Sull’elezione del nuovo Presidente della Repubblica ormai c’è
poco da dire, difficile capire quale sia la strategia giusta ora perché i
numeri all’interno dei grandi elettori PD sono instabili e potremmo pure
bruciare alla fine Rodotà se ci mettiamo d’impegno, lo sappiamo fare bene
(sono convinto che nel pd nn riusciremmo a trovarne abbastanza che alla fine lo votino ma ormai spero si siano convinti che è l'unico nome su cui cercare di puntare CON TEMPI E MODI GIUSTI).
Lo dissi in un’assemblea in un liceo qualche settimana fa, l’unica
mia preoccupazione su Rodotà è sempre stata la sua età e la preoccupazione che
la prima carica dello stato non abbia mai cali di lucidità, certo è andata bene
con Napoletano (1?), con Pertini come è vero che può capitare anche ad un
settantenne ma non significa che vada sempre bene nel primo caso ed è
innegabile che le probabilità che accada aumentano esponenzialmente con l’aumentare
dell’età soprattutto muovendoci a certe quote; davanti a questo ragionamento
immaginate cosa posso pensare di un Napolitano2 senza considerare che sarebbe
uno scegliere di non scegliere che è una scelta ridicola.
Vedremo.. la riflessione nella base ora deve essere
proiettata al dopo.. e dopo questi dirigenti scellerati deve esserci il Pd!

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